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Thonis-Heracleion

Conosciuta grazie ad antichi testi e iscrizioni, per molti secoli la posizione della città di Heracleion è rimasta incerta.

Prima ancora della fondazione di Alessandria, la città era stata il centro commerciale che i Greci dovevano attraversare per seguire il Nilo fino a Naucrati, una fiorente città più a sud. Fu la crescita e la sempre più ampia influenza esercitata da Naucrati a causare il declino economico di Heracleion, all’epoca nota anche per il suo tempio di Amon, divinità suprema del pantheon egizio. Dopo la fondazione di Alessandria, il sovrano ordinò che le attività commerciali di Heracleion fossero trasferite alla nuova capitale.
Gli scavi hanno consentito di situare con precisione Heracleion, identificata grazie ai resti del suo tempio. Inoltre, la scoperta della stele di Nectanebo I ha dimostrato che Heracleion e Thonis, la città che Diodoro Siculo definì come il porto d'accesso obbligatorio per entrare in Egitto, erano in effetti la stessa città.

Centro religioso fino al tempo dell'occupazione romana, Thonis-Heracleion fu abbandonata e andò incontro a un drammatico declino. Tutto ciò che ne rimase in età bizantina fu un piccolo convento. Heracleion prende il nome da Herakles (Eracle): secondo la leggenda, fu fondata nel punto esatto in cui il semidio mise piede in suolo egizio. In questo sito fu eretto un tempio, dedicato ad Amon, il cui figlio Khonsu era identificato con l'eroe greco. Erodoto associa il sito all'arrivo della bella Elena di Troia, in fuga con l'amante Paride, a cui Thonis, guardiano del Nilo, rifiutò la sua ospitalità.
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