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Il Naos delle Decadi

Il naos era una piccola cappella monolitica che ospitava la statua di una divinità, collocata nella parte più sacra del tempio. Sotto il regno di Nectanebo (380–362 a.C.) il Naos delle Decadi era dedicato a Shu, dio dell'aria e dell'atmosfera. A renderlo unico sono le iscrizioni sulle pareti esterne che compongono un calendario egizio diviso in decadi, ossia segmenti di dieci giorni. Ogni decade inizia con l'ascesa di alcune stelle particolari, chiamate decani, ritenute detentrici di poteri astrologici. Un anno comprende 36 decadi e cinque giorni aggiuntivi - chiamati dai greci epagomeni - per arrivare al ciclo di 365 giorni. Il naos con i suoi testi astrologici che accompagnano ogni decade è un prezioso testimone delle conoscenze dell’epoca nel campo dell'astronomia.

Il Naos delle Decadi, esposto in mostra, è anche uno straordinario puzzle. La base e la parte posteriore furono scoperte intorno al 1940 dal principe Omar Toussoun durante i suoi scavi nella baia di Abuqir. Nel 1952, gli egittologi stabilirono un legame con il tetto di un naos scoperto nel 1776 e conservato al Louvre dal XIX secolo. I quattro frammenti recuperati dal team dell'IEASM rappresentano una nuova e importante aggiunta. Uno di questi è la parete sinistra del naos e riporta un testo inciso di cui non esistono altre versioni: un racconto della creazione del mondo e una descrizione dei decani.
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