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Tempo e storia si sovrappongono

Il sito di Heracleion, come attestano le scoperte, ebbe una vita di quasi 1500 anni. La datazione degli oggetti ritrovati ed il loro riuso testimoniano le varie epoche che si sovrapposero. Anche il pantheon religioso subì dei cambiamenti e le divinità si trasformarono attraverso il contatto con culture e credenze diverse, pur mantenendo intatti alcuni aspetti.
L'apogeo del Nuovo Regno, segnato da Ramesse II del XIII secolo a.C., fu seguito da un lungo declino caratterizzato dalle invasioni assire e persiane del VII-IV secolo a.C. Numerosi oggetti di ispirazione hascemita ritrovati a Heracleion dimostrano l'influenza persiana in Egitto.

L'Egitto era una satrapia (l'unità territoriale che nell'antico impero persiano corrispondeva di solito alle regioni occupate dalle diverse nazionalità) quando Alessandro Magno lo conquistò con l'aiuto delle colonie greche che da secoli occupavano il Delta del Nilo. Il suo fedele successore Tolomeo governò come satrapo prima di autoproclamarsi faraone. I Lagidi facevano affidamento su potenti eserciti di mercenari greci a cui regalavano terre. Questi coloni, o "cleruchi", erano una forza di riserva che poteva essere convocata a seconda della necessità. Successivamente, sarebbero stati reclutati anche i nati in terra egizia.

Sotto la dinastia dei Lagidi, l’Egitto tornò ad essere una grande potenza finché i romani, nel 31 a.C., lo conquistarono e lo ridussero allo stato di provincia. Successivamente, cadde nelle mani dei Bizantini, i quali sarebbero stati a loro volta cacciati nel VII secolo dagli Arabi.
Molti oggetti in ceramica narrano questa storia con il proprio linguaggio, oltre a essere testimonianza del commercio tra le varie regioni del Mediterraneo orientale e occidentale, il Peloponneso, la Grecia continentale, l'Asia Minore, la Fenicia e l'Italia, e rappresentano un importante esempio delle merci importate e del lavoro dei vasai locali che cercavano di imitare l'arte dei ceramisti greci.
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