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Il percorso di visita. Le scenografie di Robert Wilson e le musiche di Laurie Anderson

In accordo con la sua linea poetica, anche per l’allestimento della mostra “Egitto. Tesori sommersi” alla Reggia di Venarla Reale, Robert Wilson ha deciso di porre la sua attenzione sulla struttura dello spazio e sull’impatto emotivo che ne deriva; un artificio che paradossalmente è quello che permette a un oggetto d’arte di essere opportunamente mostrato, illuminato e messo in risalto. Manipolando lo spazio esistente, l’allestimento racconta una propria storia, mette in scena una propria autonoma rappresentazione, che in realtà offre al visitatore nuovi e sorprendenti punti di vista per osservare gli oggetti in esposizione.

La visita alla mostra negli spazi delle Scuderie è strutturata quindi come un viaggio attraverso 10 ambienti che si succedono e si articolano tra di loro con geometrica simmetria e i cui nomi in lingua inglese, con il forte impatto emotivo e l’immediata percezione semantica che offrono, anche essi sono parte integrante dell’opera dell’artista.
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Sala I A Prologue

Questo spazio, che rappresenta l’ingresso alla mostra per il pubblico, è destinato ad ospitare un’installazione di immagini (video, foto, disegni) e a fornire tutte le informazioni storiche e geografiche prima di iniziare il percorso espositivo vero e proprio.
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Sala II A Ocean Corridor

Un corridoio lungo e stretto, pensato per dare al visitatore un’esperienza di immersione, quasi di decompressione, dove cancellare dagli occhi i giardini e gli spazi sontuosi della Reggia di Venaria Reale. Le luci si spengono e i colori si fondono in un nero inquietante. Il suono di onde oceaniche scroscianti accompagna il visitatore nel percorso che termina di fronte a una enorme monolito: è la monumentale stele di Tolomeo VIII Emergete II, uno dei monumenti più straordinari trovati nella città di Heracleion, tipico esempio di propaganda reale dei Tolomei.
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Sala III A Contemplation Space

Questa sala capovolge improvvisamente le caratteristiche dello spazio precedente: il visitatore si ritrova in un grande spazio bianco e pieno di luce che ospita un unico piccolo e prezioso oggetto su un piedistallo. Si tratta di un vaso canopo con il coperchio in forma di testa di Osirdie e il corpo decorato con scene sacre: il vaso, simbolo del mistero dell’imbalsamazione, è nel contempo anche icona della speranza nella vita eterna dopo la morte. Il suono diventa calmo e meditativo.
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Sala IV A Sunken Forest

La sala è aperta, senza soffitto, la musica è trionfante: statue ed enormi sculture di pietra costellano lo spazio come alberi di una foresta sommersa. Il pubblico può muoversi intorno alle singole opere e misurarsi con le straordinarie dimensioni di alcune di esse.
A partire da questa sala gli oggetti delle tre città vengono presentati secondo un accostamento tematico, mantenendo comunque ben riconoscibile la provenienza da Heracleion, Canopo e Alessandria.
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Sala V A Treasures Honeycomb

Questa Sala stravolge nuovamente lo spazio e la percezione del visitatore, posto ora a confronto con le piccole dimensioni degli oggetti: in una sorta di alveare sottomarino trovano posto recipienti e vasi nelle pareti lunghe, monete e gioielli nelle pareti corte. Suoni di piccoli martelli o di abili scalpelli fanno forse pensare agli animati laboratori di misteriosi scultori.
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Sala V B Sphinx Box

Nel passaggio alla Sala V B, la compattezza dell’alveare si trasforma nell’evanescenza di un volume trasparente che racchiude in una gabbia di tulle tutte le sfingi altere e misteriose poste a guardia del Naos delle decadi, uno dei reperti storicamente più importanti della collezione.
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Sala IV B Liquid Space

Il pubblico torna quindi ad una coreografia in tondo intorno ad una serie di acquari, immersi nelle trasparenze della sala Liquid space, dove gli oggetti sono visibili da entrambi i lati delle alte e geometriche strutture verticali.
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Sala III B Waves Power

Le forme ritornano a farsi morbide e sinuose come onde marine. Sei contenitori con facciate trasparenti in garza presentano in successione l’ultima selezione di oggetti.
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Sala II B Coral Tunnel

Lo spazio torna a comprimersi nel lungo tunnel che porta verso l’uscita; le pareti questa volta sono conformate come una scura barriera di corallo dove il pubblico può scoprire gli oggetti attraverso gli oblò nelle pareti che si aprono come occhi misteriosi di una barriera corallina.
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Sala I B Queen’s Dream

L’ultima immagine che accompagna il visitatore verso l’uscita è misteriosa e solenne. L’ultima sala ospita la scultura più sensuale ed emozionante, la statua (purtroppo acefala) di una donna che emerge dalle acque di un bagno rituale e misterioso. La sua postura è quella delle regine egizie ma il suo abito, con l’affascinante effetto del “panneggio bagnato” risponde a un’estetica tipicamente greca, E’ mistero attorno a questa dea o regina: personificazione di Iside-Afrodite e nel contempo ritratto della controversa e stravagante Arsinoe II? Questo enigma e la rarefazione dello spazio intorno esaltano il fascino e la bellezza di quest’opera straordinaria.
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