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Franck Goddio
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    Metodologia di lavoro | Il team IEASM
 
 

Metodi scientifici

Questi successi non devono nulla al caso, ma si basano su sofisticati metodi di ricerca ed esplorazione dell'IEASM e sul lavoro di team specializzati. Uno degli strumenti utilizzati è il magnetometro, usato per rilevare la presenza di oggetti magnetici. In un primo momento Franck Goddio si rivolse alla Commissione per l'energia atomica francese (CEA), che aveva sviluppato una versione a risonanza nucleare molto più sensibile rispetto allo strumento consueto, ma presto si rese conto che il dispositivo non era molto affidabile in mare, poiché lo scafo della nave che lo doveva trasportare era di metallo e i suoi risultati incerti.
Ovviamente un'imbarcazione con uno scafo con un rivestimento epossidico non avrebbe interferito con i segnali: l'IEASM fece costruire un catamarano speciale, più stabile, altamente manovrabile e dotato di scafo non magnetico. Restava da trovare la soluzione a molti altri fattori che potevano rendere difficile la lettura dei risultati. Fu così che l'IEASM avviò una partnership commerciale con la CEA. Grazie a questa collaborazione, è stato sviluppato un sistema con più magnetometri che consente di confrontare le misure ottenute e di apportare le necessarie correzioni tramite un programma di correlazione. Fu proprio il collaudo di questo sistema che portò all'individuazione del San Diego.
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Misurazioni ed esplorazioni

  • Ogni campagna archeologica è preceduta da una serie di fasi di ricerca e misurazione.
  • La prima fase di ricerca è di natura bibliografica ed epigrafica. Si analizzano antiche opere e materiali d'archivio che offrono racconti e descrizioni di siti e/o eventi in base a supposizioni o dati certi. Per quanto riguarda la costa egizia, tali racconti sono integrati dalla ricerche avviate sin dal XIX secolo. Si sapeva che l'antica Alessandria, Canopo, Heracleion e Thonis erano esistite, ma non era certa la loro esatta ubicazione.
  • Il passaggio successivo è la prospezione in loco, un processo sistematico tuttavia lungo e meticoloso. Grandi quantità di dati devono essere accumulati e in condizioni climatiche ideali prima che l'analisi possa iniziare. Vengono incrociati diversi tipi di dati ricavati con:
    • esplorazioni condotte con magnetometri a risonanza nucleare;
    • sondaggi batimetrici che consentono di misurare i contorni del fondale marino e di individuare i resti di antichi rilievi; le misure sono ottenute tramite sonar a scansione laterale, che forniscono le immagini dei rilievi e dei manufatti che sporgono dal sedimento;
    • sondaggio elettronico del sedimento, seguito da campionatura per avere una chiara idea della sua composizione; questi sono compiti riservati a tecnici specializzati e sono svolti in mare, con l'aiuto di marinai esperti.
  • Le zone di interesse vengono quindi mappate metodicamente. Le mappe magnetiche, geologiche e batimetriche vengono completate da immagini panoramiche ottenute con i sonar a scansione laterale.
  • Segue la fase interpretativa, che richiede confronti, analisi incrociate e grande esperienza.
  • Le interpretazioni, tuttavia, sono solo ipotesi. Le verifiche iniziano con una prima campagna di scavi sul posto, che richiede una attrezzatura logistica subacquea. Questa campagna "generale" ha luogo sia in superficie sia sul fondale marino e richiede campionature selettive - una sorta di incisioni chirurgiche preliminari - che consentono di riconoscere, controllare e interpolare i dati ottenuti precedentemente.
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Le attrezzature

Gli scavi veri e propri iniziano solo quando tutte le fasi preliminari si sono concluse.
L'archeologia marina non è diversa dall'archeologia tradizionale: richiede una base di conoscenze, un campo operativo ben definito e metodi di lavoro non distruttivi. Ma è anche più complessa e richiede precauzioni, risorse e competenze aggiuntive.

Vi è inoltre la necessità di un sostanziale appoggio logistico. Ad esempio, ogni due sommozzatori servono cinque persone in superficie. Mentre il sedimento viene rimosso con gli attrezzi adeguati, simili a un aspirapolvere (non è possibile dragare perché questa operazione potrebbe facilmente danneggiare i potenziali reperti), i team subacquei iniziano a posizionare la griglia*, facendo rilievi e fotografie in modo sistematico.

La flotta comprende un'imbarcazione d’appoggio che resta sopra il sito ed è usata come alloggio dal team, oltre a ulteriori imbarcazioni per ogni sito secondario. Talvolta devono essere utilizzate navi per l'esplorazione geofisica e geologica per precisare misure già prese. Ci sono inoltre traghetti che fanno la spola con la costa per portare alimenti, attrezzature e pezzi di ricambio, aiutare in caso di emergenze e portare eventuali visitatori.

*Divisione in griglie: divisione di un sito in riquadri ai fini dei rilevamenti.
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Elaborazione dei reperti

Trovare oggetti è solo l'inizio. Devono innanzitutto essere riportati in superficie, il che talvolta richiede attrezzature pesanti. Vi sono inoltre alcuni rischi: mentre sott'acqua gli oggetti sono protetti, una volta esposti all'aria devono essere desalinizzati, per evitare le trasformazioni chimiche che derivano da questo cambiamento di stato. Le prime misurazioni vengono effettuate sulla nave di supporto, dotata di un laboratorio. Vengono rimosse le concrezioni, quindi i pezzi sono inventariati, classificati e fotografati. Una volta giunti sulla terraferma, vengono posti in vasche di acqua dolce, cambiata costantemente, e sottoposti a ulteriori trattamenti a seconda del tipo di oggetto e composizione.

A questo punto i reperti devono essere restaurati, riuniti o assemblati. Occorre inoltre garantire che siano chimicamente stabili per conservarli in condizioni adeguate.
Degli oggetti che riportano testi incisi, vengono presi calchi. I materiali così ricavati sono di valore inestimabile, poiché consentono di lavorare senza manipolare l'oggetto originale. L’esecuzione di calchi in contesto marino è un'innovazione dell'IEASM a livello mondiale.
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Le campagne di scavo

La mappatura del Porto Grande di Alessandria è iniziata nel 1992. Dal 1996 si è lavorato sui tre siti due volte l'anno, in primavera e autunno, quando le condizioni meteorologiche sono più favorevoli per gli scavi subacquei.
Queste numerose missioni sono state condotte sotto il patronato e in collaborazione con il Consiglio Supremo delle Antichità dell'Egitto.
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Anni di studio

Il lavoro svolto dai team di Franck Goddio è supervisionato dal Consiglio Supremo delle Antichità dell'Egitto (SCA).
Jean Yoyotte, consulente di egittologia all'IEASM e professore onorario presso il Collège de France ha gentilmente acconsentito a mettere le sue ampie conoscenze a disposizione dell’argomento delle missioni dell'IEASM in Egitto e a coordinare le analisi dei risultati da parte di importanti esperti francesi e internazionali.
Presso la Oxford University, l'OCMA coordina ricerche specifiche su alcuni materiali e offre borse di studio per i dottorandi.

La mostra riassume l'attuale stato della ricerca, delle conoscenze e delle ipotesi. Vi hanno contribuito rappresentanti del Collège de France, l'Ashmolean Museum di Oxford, la Oxford University, il British Museum, il Centre for Mediterranean Archaeology a Varsavia e il CNRS.
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