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IL CONSORZIO DI VALORIZZAZIONE CULTURALE LA VENARIA REALE

Il complesso della Venaria è retto dal "Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale" costituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Piemonte, dalla Città di Venaria Reale, dalla Compagnia di San Paolo, dalla Fondazione per l’Arte della Compagnia di San Paolo.
Si tratta di un soggetto giuridico nuovo che nasce nel mondo dei beni culturali e che trae fondamento dagli articoli 112 e 115 del Codice dei Beni Culturali.
Il Consorzio conferisce autonomia gestionale alla Venaria Reale presentando un profilo e modello amministrativo inedito: ad esso sono affidate la Reggia di Venaria, i Giardini, la Citroniera con le Scuderie e, in seguito, la Villa dei Laghi e parti di Borgo Castello del Parco La Mandria.

Il Presidente è Fabrizio Del Noce, il Direttore è Alberto Vanelli.

Il Consorzio ha sede presso la Reggia di Venaria Reale, piazza della Repubblica - Venaria Reale (TO) - Tel. +39 011 4992300 – www.lavenariareale.it
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La Venaria Reale e i nuovi spazi espositivi delle Scuderie juvarriane

Circa 5.000 metri quadri totali di superficie, oltre 140 metri di lunghezza per 15 di larghezza ed altrettanti di altezza: sono le dimensioni, gli spazi, i volumi impressionanti della Citroniera (l’antica serra per il ricovero degli agrumi) e della Scuderia Grande della Reggia di Venaria, imponenti opere settecentesche di Filippo Juvarra che, dopo 3 intensi anni di restauro promossi e coordinati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici e dalla Regione Piemonte secondo le più avanzate tecniche e metodologie, dal 7 febbraio al 31 maggio 2009 ospiteranno la grande mostra internazionale Egitto. Tesori sommersi.
E’ il nuovo polo culturale ed espositivo che si aggiunge al complesso della Reggia di Venaria che nel suo primo anno di apertura ha registrato quasi 950.000 presenze di visitatori ed è destinato a rappresentare, insieme al sistema museale concentrico di Torino, uno degli epicentri degli eventi in calendario per il 2011, quando ricorrerà il centocinquantenario dell’Unità d’Italia.

Il complesso della Venaria Reale è un unicum ambientale-architettonico dal fascino straordinario, uno spazio immenso, vario e suggestivo, dove il visitatore non può che restare coinvolto in atmosfere magiche raccolte in un contesto di attrazioni culturali e di loisir molteplici: spettacoli, eventi, concerti, mostre d’eccezione si alternano infatti ad occasioni di svago, contatto diretto ed intimo con la natura, relax, intrattenimento sportivo e cultura enogastronomica.

La Venaria Reale è il Borgo antico cittadino, scrigno di eventi e vicissitudini storiche; è l’imponente Reggia barocca che, con i suoi vasti Giardini, rappresenta uno dei più significativi esempi della magnificenza dell’architettura e dell’arte del XVII e XVIII secolo; è il Parco La Mandria, una della maggiori realtà di tutela ambientale europea in cui vivono liberamente numerose specie di animali selvatici e domestici, e dove è custodito un notevole patrimonio storico-architettonico.

I nuovi splendori e la strepitosa qualità delle architetture della Reggia restaurata, l’immensità e la bellezza dei Giardini e degli spazi naturali del Parco, consentono di trascorrere amabilmente il proprio tempo immergendosi in sensazioni nuove e cogliendo esperienze diverse, coniugando la grandiosità del complesso sei-settecentesco con il punto di vista, le forme di comunicazione, il gusto della cultura contemporanea, secondo una concezione moderna ed alla portata di tutti del "gusto", del "loisir" e "dell’arte di vivere".

Tel.: +39 011 499 23 33
prenotazioni@lavenariareale.it
www.lavenariareale.it

Foto della Venaria Reale in alta definizione possono essere scaricate da:
http://www.lavenaria.it/press_office/ita/stampa/ven_presenta.shtml

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La reggia

Restituita da una straordinaria opera di restauro alla magnificenza barocca cui fu ispirata nel Seicento per entrare nel novero delle grandi residenze europee, la Reggia, cuore del complesso monumentale della Venaria Reale, è tornata più di tre secoli dopo simbolo di modernità e cultura.

Concepita per essere la nuova Corte del loisir contemporaneo in sintonia con le più grandi istituzioni internazionali, la Reggia di Venaria si propone come centro di produzione culturale e luogo di svago, in grado di offrire al grande pubblico italiano e internazionale i piaceri di arte, storia e architettura in un paesaggio straordinario. La sua inaugurazione, avvenuta nell’ottobre 2007 dopo due secoli di abbandono e degrado ed otto intensi anni di restauro, è stata la tappa fondamentale del progetto di recupero della Venaria Reale: promosso dall’Unione Europea e curato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Piemonte, è stato considerato il più grande cantiere d’Europa nel campo del recupero dei beni culturali.
La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte, nella sua funzione di responsabile degli interventi, ha applicato tecnologie all’avanguardia della tecnica, sperimentando nuovi materiali e applicando tecniche innovative nella metodologia del restauro, finalizzate all’abbattimento dei relativi costi, istituendo scuole di artigiani e di maestranze e divenendo così scuola di specializzazione per le nuove figure da inserire nel mondo del lavoro. Oggi, il metodo del “Progetto Venaria” è preso quale modello per i lavori di restauro.

Nel primo anno di apertura La Venaria Reale ha già registrato circa 950.000 presenze di visitatori
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L’edificio monumentale, di 80 mila metri quadrati di superficie, con i suoi molteplici corpi di fabbrica, conta alcune delle più alte espressioni del Barocco europeo: il Salone di Diana, capolavoro seicentesco di Amedeo di Castellamonte, la Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto, il complesso di Citroniera e Scuderia Grande, opere del genio settecentesco di Filippo Juvarra.
Vista dall’alto, la Reggia disegna intorno a sé uno spazio di 950 mila metri quadrati di architetture e parchi indivisi e rappresenta il perno dal quale si articolano in tutt’uno 80 ettari di Giardini (tra i più vasti in Italia), con la Peschiera Grande che contiene 11 milioni di litri d’acqua, il Centro Storico cittadino, il Borgo Castello e la Cascina Rubbianetta (oggi sede del prestigioso Centro Internazionale del Cavallo) in un orizzonte di boschi e castelli che si perde a sua volta negli oltre 6.000 ettari di verde del Parco La Mandria.

La Venaria Reale si colloca al centro del Circuito delle Residenze Reali del Piemonte, ed è la porta d’accesso della Corona di delitiae, connessa con il Polo Reale di Torino e con il sistema museale concentrico del capoluogo piemontese di prossima progettazione nell’ambito degli eventi in calendario per il 2011, quando ricorrerà il centocinquantenario dell’Unità d’Italia.
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I giardini

I Giardini della Reggia di Venaria Reale rappresentano una delle più significative citazioni dell’arte del giardino barocco internazionale del XVII e XVIII secolo: uno stretto connubio tra antico e moderno, un dialogo virtuoso tra insediamenti archeologici e opere contemporanee, il tutto incorniciato in una visione all’infinito che non ha riscontri analoghi fra i giardini storici italiani, per la magnificenza delle prospettive e la vastità del panorama naturale circondato dai boschi del Parco La Mandria e dalla catena montuosa delle Alpi.

Dopo due secoli di utilizzo improprio ed abbandono totale, la rovina degli 80 ettari dell’area era tale da non consentire più neanche la possibilità di percepire i frammenti di quella che era stata la conformazione originale dei Giardini. Un complesso progetto di restauro, promosso e curato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte e dalla Regione Piemonte ed ultimato nelle sue parti essenziali nel corso del 2007, ha permesso un’operazione senza precedenti: la ricostruzione vera e propria di un paesaggio, con i suoi segni storici ma anche con una peculiare attenzione all’estetica ed alla fruizione moderna.

La presenza di nuove straordinarie opere d’arte contemporanea realizzate da Giuseppe Penone è stata resa possibile grazie alla collaborazione della Compagnia di San Paolo e del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea.
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I numeri della Venaria Reale

  • 80.000 metri quadrati di superficie del complesso della Reggia (con Citroniera e area delle ex Scuderie)
  • 240.000 metri cubi della Reggia
  • 145.000 metri quadrati di stucchi ed intonaci nella Reggia
  • 35.000 metri quadrati di facciate della Reggia
  • 25.000 metri quadrati di pavimentazioni interne nella Reggia
  • 3.000 tonnellate di pavimentazioni in pietra della Reggia
  • 8.000 metri quadrati delle ex scuderie alfieriane della Reggia dedicati al Centro per la Conservazione e il Restauro, uno dei più grandi poli di restauro al mondo
  • 1.000 metri quadrati di affreschi nella Reggia
  • 11 chilometri di cornici decorative nella Reggia
  • 1 chilometro di balaustre della Reggia
  • 1,5 chilometri di percorso di visita della Reggia
  • 80 ettari di Giardini della Reggia
  • 40.000 nuove piantumazioni nei Giardini della Reggia
  • 11 milioni di litri d’acqua nella Peschiera Grande dei Giardini, lunga 250 metri e larga 50 metri
  • ½ chilometro rettilineo della Via Maestra del Borgo antico cittadino
  • 6.000 ettari di territorio relativo al Parco La Mandria
  • 35 km di muro di cinta del Parco La Mandria
  • 30.000 metri quadrati del Borgo Castello della Mandria
  • 8.000 metri quadrati tra Cascina Rubbianetta e maneggio coperto, con altri 5 ettari di spazi all’aperto, dedicati al Centro Internazionale del Cavallo nel Parco La Mandria
  • 950.000 presenze registrate nel primo anno di apertura del complesso (Reggia e Giardini)
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I Servizi educativi

La Reggia di Venaria, uno dei più significativi esempi europei dello splendore dell'architettura e dell'arte del XVII e XVIII secolo, offre opportunità e spunti di visita molteplici: il Teatro di Storia e Magnificenza, grandioso percorso espositivo che si snoda per quasi 1,5 chilometri tra capolavori e spazi aulici; Ripopolare la Reggia, l'allestimento multimediale sulla vita di corte curato dal regista Peter Greenaway; il dialogo virtuoso nei vasti Giardini tra insediamenti archeologici e opere d'arte contemporanea realizzate da Giuseppe Penone nella ricostruzione all'infinito del paesaggio; programmi culturali, mostre ed esposizioni di livello internazionale.

Anche per l'anno scolastico 2008/2009, La Venaria Reale ha predisposto attività specifiche per le scuole di ogni ordine e grado che prevedono visite tematiche, momenti musicali, attività di gioco, percorsi teatrali, incontri con esperti.
L'obiettivo dei servizi proposti alle scuole è infatti quello di accogliere le classi e accompagnarle alla scoperta di un luogo capace di regalare straordinarie emozioni. Ogni giovane visitatore potrà trovare tempi, spazi e linguaggi adeguati perché la visita alla Venaria sia un piacevole e gratificante incontro con la storia, l'arte e la natura.
La Reggia ed i suoi spettacolari Giardini sono inseriti in un paesaggio unico, meta di altre possibili visite: dal seicentesco Borgo antico della Venaria Reale fino al vicino grande Parco della Mandria , un sistema naturalistico intatto che salvaguarda flora e fauna in libertà e custodisce altri edifici storici significativi, come gli Appartamenti Reali al Borgo Castello, la Villa dei Laghi e la Cascina Rubbianetta, sede del Centro Internazionale del Cavallo.

Il Centro prenotazione dei Servizi educativi della Venaria Reale è a disposizione per fornire qualsiasi ulteriore informazione chiamando il numero di telefono +39 011 499 23 55 – e-mail: prenotazioneservizieducativi@lavenariareale.it
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La storia

Le origini della Venaria Reale risalgono alla metà del Seicento, quando il duca Carlo Emanuele II di Savoia decise di edificare una nuova residenza “di piacere e di caccia” per la corte: la scelta del luogo fu infatti determinata dall’essere già teatro delle cacce ducali sin dal 1580, oltre che per completare la “Corona di Delizie”, il sistema di residenze di corte che i suoi predecessori avevano progressivamente edificato intorno a Torino. Da quella decisione prese le mosse una complessa ed imponente operazione urbanistica, senza precedenti nello Stato sabaudo, destinata a rimodellare totalmente il sito preesistente, Altessano Superiore, che di fatto scomparve per far posto alla nuova città. I progetti per la sua realizzazione furono commissionati all’architetto di corte Amedeo di Castellamonte che plasmò il borgo, il palazzo con i suoi servizi, i giardini e i boschi di caccia (ciò che oggi è il Parco de La Mandria) in un unicum di scenografie architettonico-ambientali in modo da creare grandioso complesso monumentale governato da un solo asse di simmetria, ancor oggi ben identificabile nella Via Maestra dell’abitato. Venaria Reale non nasceva infatti come una residenza a se stante, ma come un complesso articolato, in cui la parte civile si integrava con quella di corte per poi confluire, senza soluzione di continuità, con quella naturale.

Il fulcro di tutto era rappresentato dalla cosiddetta Reggia di Diana, edificata fra il 1660 e il 1671, e destinata a vivere due secoli di ininterrotte modifiche, rimaneggiamenti e vicende che di riflesso influirono sulla vita sociale ed economica della città: già nel 1693 le truppe francesi del maresciallo Catinat saccheggiarono in parte il complesso, e toccò all'architetto Michelangelo Garove idearne un rifacimento a partire dal 1699, anche per rispondere alle rinnovate esigenze del gusto architettonico dell’epoca. Del resto, con l’avvento dell’ultimo duca e futuro primo re sabaudo Vittorio Amedeo II, la dinastia perseguì ambizioni regali che dovevano riflettersi e celebrarsi anche nella grandiosità delle proprie residenze: fu così che Garove ideò un’immagine più imponente per il palazzo della Venaria, direttamente influenzata dai modi dell’architettura francese del tempo: grandi padiglioni uniti da gallerie e tetti mansardati. I lavori di ingrandimento furono poi ripresi nel 1716 da Filippo Juvarra (a lui si devono la Galleria Grande, in tempi recenti detta “di Diana”, e le realizzazioni della Chiesa di Sant’Uberto, dedicata al patrono dei cacciatori, della Citroniera e della Scuderia Grande) e continuati fino alla seconda metà del Settecento circa con altri architetti, tra i quali Benedetto Alfieri (che, a partire dal 1751, realizzò le maniche di collegamento dei corpi juvarriani, il maneggio, le nuove scuderie e la manica con il torrione del Belvedere per unire la cappella al palazzo). A metà del Settecento i viaggiatori francesi ci parlano di Venaria Reale come “la più grande e importante residenza di campagna del Re”.
Parallelamente alla completa riformulazione degli edifici, anche i Giardini persero la fisionomia “all’italiana” voluta da Castellamonte per divenire un grande parco “alla francese” di circa 125 ettari, con parterres a ricamo, viali, specchi d’acqua, boschetti, pergolati e un grande labirinto. Con l’occupazione francese del 1798 il complesso di Venaria iniziò a conoscere un lento ma inarrestabile declino: la residenza non entrò nel circuito delle Dimore Imperiali napoleoniche come invece accadde ad esempio nel caso della Palazzina di Caccia di Stupinigi, incominciò la progressiva dispersione dei suoi tesori e la cancellazione del parco. Nel periodo della Restaurazione l’intero complesso sabaudo fu quindi adibito a caserma e per tutto il XIX secolo ospitò i reggimenti d’artiglieria che ebbero un ruolo di primo piano nelle guerre d’indipendenza risorgimentali.

Ad Amedeo di Castellamonte si deve anche la progettazione dell’attuale Centro Storico di Venaria, realizzato fra il 1667 e il 1690, il cui punto focale è rappresentato dalla Piazza dell’Annunziata, dedicata all’Annunciazione di Maria. Le due statue poste sulle colonne erette al centro delle esedre raffigurano l’Angelo Annunziante e la Vergine: la forma particolare della piazza ricorda inoltre il medaglione del Collare dell’Annunziata, simbolo di uno dei più antichi e prestigiosi ordini cavallereschi sabaudi. La piazza fu concepita come un'area relativamente ampia tale da interrompere il lungo rettilineo della Via Maestra (o Contrada Granda, l’attuale via Mensa che conduce alla Reggia) per ridurlo in due tratti, e rappresentare dunque un'autentica tappa scenografica intermedia prima dell’effetto finale prodotto al termine della via con l’apertura visuale sul palazzo. Il borgo cittadino aveva bisogno, del resto, di un luogo che fungesse da punto d’incontro sociale e culturale per la popolazione, e fosse anche espressione della vita produttiva di Venaria con la presenza di botteghe artigianali disposte in vista sotto i porticati. Dopo la fase seicentesca, se si trascurano le opere di ristrutturazione della Chiesa della Natività di Maria Vergine in piazza dell’Annunziata intorno alla metà del Settecento ad opera dell’architetto Benedetto Alfieri, gli interventi edilizi ripresero solo durante il periodo francese e riguardarono prevalentemente la costruzione di nuove abitazioni nella zona a sud della Contrada Granda. Terminata l’occupazione napoleonica, per un lungo lasso di tempo non si registrarono più modifiche urbanistiche sostanziali, semmai mutò la destinazione d’uso dei vari edifici: nel corso dell’Ottocento, insieme alla Reggia che fu convertita in caserma, tutta la città ebbe infatti un'impronta militare.

Anche la storia della Mandria, l’attuale Parco Regionale che si estende per oltre 3.000 ettari ed è contornato da circa 30 km di muro di cinta, è strettamente connessa a quella della città di Venaria e della sua Reggia: la tenuta infatti sorse nel XVIII secolo quale centro per l’allevamento e la riproduzione di cavalli di razza destinati ai sovrani sabaudi che, con la corte al seguito, si dedicavano alla pratica venatoria nell’ex territorio di Altessano Superiore. Oggi rappresenta una delle maggiori e più rilevanti realtà di tutela ambientale del Nord-Ovest, in cui vivono liberamente o in modo semibrado diverse specie di animali selvatici e domestici, e conserva il più significativo esempio di foresta planiziale presente in Piemonte. La costruzione del cosiddetto Castello risale ai primi del Settecento e coincide con la seconda fase edilizia della Venaria: dopo Michelangelo Garove, vi lavorarono altri celebri architetti quali Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri, già attivi presso la Reggia. Dopo la parentesi napoleonica, un capitolo nuovo per il futuro Parco venne inaugurato da Vittorio Emanuele II che nel 1863 acquistò la tenuta ed elesse gli Appartamenti Reali fra i suoi luoghi di residenza preferiti: è in questo periodo che il complesso si amplia ed arricchisce arrivando a configurarsi nell’attuale Borgo Castello. La Mandria custodisce anche altre importanti strutture architettoniche disseminate per il suo territorio. Fra queste, la Bizzarria, curioso edificio realizzato intorno alla metà dell’Ottocento, servì da reposoir di caccia per Vittorio Emanuele II, così come la Villa dei Laghi, costruzione in stile neogotico realizzata intorno alla metà del XIX secolo in un contesto ambientale di notevole fascino, impreziosito dalla presenza di tre piccoli laghi. Sempre a re Vittorio si deve la Rubbianetta, la maestosa cascina realizzata a forma di ferro di cavallo destinata fin dal principio all’allevamento dei quadrupedi.
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